Il complesso B di Muregine è formato da una serie di cauponae (luoghi dove si poteva consumare un pasto e dormire) con i triclini al piano inferiore e stanze da riposo al piano superiore.L'edificio era al servizio degli intensi traffici commerciali legati al fiume Sarno che da lì a poche centinaia di metri si gettava nel golfo di Napoli. Le cauponae facevano parte di un più ampio quartiere portuale collegato all'antica Pompei dalla via Stabia che permetteva di accedere alla città da sud dopo circa 600 metri. L'edificio come l'intero quartiere non è stato completamente esplorato. Al momento dell'eruzione (29 Agosto 79 d.C.) le cauponae erano in piena attività.
La caupona D ha restituito i resti di un triclinio ligneo ben conservato e qui ricostruito; in un ambiente alle spalle è stata rinvenuta una giovane ragazza, accompagnata da una persona più anziana, con un sacchetto pieno di gioielli ed alcune monete d'oro. La ragazza aveva addosso una serie di monili, uno di questi, al braccio sinistro, era un'armilla d'oro con testa e coda di serpente con inciso nella parte interna "DOMINUS ANCILLAE SUAE" che ha suscitato un'ampia discussione scientifica circa il suo significato.
In questo spazio è possibile trovare alcune immagini e video del lavoro di ricostruzione e restauro virtuale condotto in collaborazione con la Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Matematica ed Informatica.
















