Il complesso B di Muregine è formato da una serie di cauponae (luoghi dove si poteva consumare un pasto e dormire) con i triclini al piano inferiore e stanze da riposo al piano superiore.L'edificio era al servizio degli intensi traffici commerciali legati al fiume Sarno che da lì a poche centinaia di metri si gettava nel golfo di Napoli. Le cauponae facevano parte di un più ampio quartiere portuale collegato all'antica Pompei dalla via Stabia che permetteva di accedere alla città da sud dopo circa 600 metri. L'edificio come l'intero quartiere non è stato completamente esplorato. Al momento dell'eruzione (29 Agosto 79 d.C.) le cauponae erano in piena attività.

La caupona D ha restituito i resti di un triclinio ligneo ben conservato e qui ricostruito; in un ambiente alle spalle è stata rinvenuta una giovane ragazza, accompagnata da una persona più anziana, con un sacchetto pieno di gioielli ed alcune monete d'oro. La ragazza aveva addosso una serie di monili, uno di questi, al braccio sinistro, era un'armilla d'oro con testa e coda di serpente con inciso nella parte interna "DOMINUS ANCILLAE SUAE" che ha suscitato un'ampia discussione scientifica circa il suo significato.


In questo spazio è possibile trovare alcune immagini e video del lavoro di ricostruzione e restauro virtuale condotto in collaborazione con la Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Matematica ed Informatica.

Il sito, rinvenuto parzialmente una prima volta nel 1959, durante la costruzione dell'autostrada Pompei - Salerno, fu esplorato nella parte alta ed in profondità solo in alcuni ambienti in quanto, a causa di un fenomeno geologico di subsidenza, il pavimento del piano terra si veniva a trovare a circa 2,5 metri sotto il livello del mare e quindi sotto l'attuale livello della falda freatica. Il recente ammodernamento e ampliamento della sede autostradale ha richiesto una nuova e più completa esplorazione, grazie anche a finanziamenti adeguati ed ad una tecnologia impensabile nel 1959. Lo scavo ha rivelato due grandi complessi: l'edificio A, noto anche come "Hospitium dei Sulpicii" con importanti cicli pittorici e caratteristiche architettoniche uniche; l'edificio B con architetture meno importanti, ma di valore scientifico molto elevato in quanto ha rivelato elementi chiarificatori circa le dinamiche dell'economia legata al commercio che aveva per direttrice il fiume Sarno ed il Mediterraneo.

L'indagine archeologica, finanziata dalla Società Autostrade, è stata condotta dagli archeologi Salvatore Ciro Nappo e Antonio De Simone per conto della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Molti dei reperti in essi rinvenuti e gran parte degli affreschi fanno parte della mostra itinerante "Storie da un'eruzione".


Il sito sia per la posizione a ridosso e sotto la sede autostradale, ma soprattutto perchè sottoposto ad una falda acquifera di forte portata, non è stato possibile conservarlo fuori terra e pertanto, asportato tutto l'arredo mobile e staccate tutte le decorazioni, adeguatamente protetto, è stato nuovamente interrato.

Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Matematica ed Informatica - Soprintendenza Archeologica di Pompei
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